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San Francesco Vecchio Stampa E-mail

Situato a circa 2km da Corvaro, San Francesco Vecchio è la testimonianza più antica della presenza dell'' ordine Benedettino e del passaggio di San Francesco  D' Assisi.

Sul passaggio di San Francesco nel Cicolano gli storici non sono d'accordo; per la verità la discussione verte non sul passaggio, che -effettivamente - c'è stato, ma sulle date, che sono incerte.

E, pur nell'assenza di documenti che lo provano, gli storici ammettono il passaggio di San Francesco a Corvaro forse nel 1222 con il 1223, andando o venendo da Celano.

E', opinione controversa che la Chiesa e l' annesso convento di San Francesco Vecchio siano la trasformazione di un preesistente monastero benedettino, dovuta nel 1236 a Fr. Pietro e a Fr. Filppo da Cicolai o, secondo una tradizione antica, a Frate Elia.

Poichè Corvaro fece parte della francescana Custodia Marsicana fin dalla fondazione del Terz' Ordine francescano in Abruzzo che - generalmente - si fa risalire al 1216, si può dire che il convento di San Francesco Vecchio sia tra i più antichi d' Abruzzo. In esso, infatti, si tennero i Capitoli provinciali del 17 maggio 1239  e del 22 maggio 1269. E ministri provinciali di, originari di Corvaro, furono Fra Bonaventura che  governò la provincia dal 1224 al 1239 e l'altro Fra Bonaventura che, invece, la governo nel 1284.

La Chiesa, delle origini, rivela ancora il rosone, le monofore, l'arco che divide il presbiterio dall'area destinata al popolo e la sagrestia. Nel XVI secolo, al primitivo convento, sorto dietro la chiesa, si aggiunsero altre costruzioni più grandi e spaziose, alcune ancora visibili e perfettamente conservate. Originariamente la Chiesa era fornita di altare a forma di T che, forse in occasione di un terremoto, fu accantonato in una sala del convento. Solo nel 1965 fu trasportato a Corvaro ed installato nella chiesa di San Francesco Nuovo. In una delle ricostruzioni della chiesa di San Francesco Vecchio dei primi del 600 forse si dovete costruire l'altare che vediamo oggi (in luogo di quello a forma di T), al centro del quale si trova una nicchia nella quale probabilmente era custodito il Cappuccio fino al 1640, quando fu rubato ad opera di alcuni ladri baresi. Fu recuperato nel 1642, grazie anche all'aiuto del Cardinale Colonna, ma il Cappuccio, purtroppo, non era più intero. Fu necessaria una deposizione datata 27 dicembre 1646 e firmata ad alcuni uomini ottuagenari di Corvaro dinanzi ad un notaio, che attestarono di riconoscervi il Cappuccio rubato, nei resti recuperati.

L'intero complesso della Chiesa del convento abbraccia un'area notevole, attorno ai 10.000 mq, racchiusa da un muro di cinta; al centro del muro di cinta non risulta ubicato il portale della chiesa (spostato a sud)  ma un arco d'ingresso che, fino a pochi anni fa, portava l'incisione Bernardiniana I H S. Un'altra iscrizione simile si trova sull'arco dell'ingresso sul lato opposto. All'interno del muro di cinta sono presenti costruzioni dirute del XIII e XVIII sec., che dovevano essere le celle dei frati, e una cisterna ben conservata; un'altra cisterna si trova a sud-est dell'ingresso principale, all'interno di un'area dalla forma di chiostro. Tra la Chiesa e ill convento c'è una scala che scende in questa zona. Nel lato sud della Chiesa si trovava il cimitero dei frati. Si può presumere che l'intero complesso disse il suo periodo di splendore fino al 1400.

E le sue vicende si intrecciarono strettamente con l'altra struttura francescana presente a Corvaro: la Chiesa e il convento di San Francesco Nuovo.

Difatti, se l'istituzione del convento di San Francesco ad opera dei frati sopra menzionati, dovrebbe aggirarsi attorno al 1236, solo dopo il 1250, per una consuetudine dell' Ordine Minoritico,  i religiosi dovettero trasferirsi nel nuovo convento di San Francesco Nuovo - che tuttavia dovette conservare ancora il Cappuccio - e nella quale i frati andavano unicamente a prestare il servizio religioso.

Fu cosi che Corvaro ebbe due chiese e due conventi francescani.

La chiesa di San Francesco Nuovo, la cosiddetta "piazza coperta"  per le sue misure imponenti, era la Chiesa per la predicazione. Nacque fuori dalle mura del castello, ma accostata ad esse, sulla terra ceduta dal Colonna. Accanto alla chiesa sorsero anche le strutture conventuali, i cui resti erano visibili fino a qualche anno fa. La chiesa di San Francesco Nuovo fu completamente distrutta dal terremoto del 1915, e quella che vediamo oggi è identica a quella andata perduta e ne ha conservato le dimensioni e il sito.

La crisi dei due conventi francescani inizia nel 1500, quando a Corvaro vivevano solo un sacerdote e quattro frati laici, tutti del luogo. E dimoravano tutti nel convento di San Francesco Nuovo. I piccoli conventi ubicati in luoghi deserti e solitari, lontani dai centri abitati, furono soppressi dell'ordine di una Bolla di Papa Innocenzo X. Quindi il vecchio convento di San Francesco fu abbandonato definitivamente nel 1652 e il Cappuccio fu portata alla Chiesa di San Francesco Nuovo, dove è custodito tuttora.

Anche sulla donazione del Cappuccio, da parte di San Francesco, le date non sono certe. Gli storici ritengono che possano essere  gli anni 1222 o 23, nel periodo pasquale, quando San Francesco -da Rieti- si recò a Subiaco. Su chi e in che modo fu dato in dono, sembra che sia se stato donato ad un personaggio ben determinato, individuato nel Ministro dei Terziari Bartolomeo Barone. Gli fu donato non in riparazione di un supposto oltraggio ( del tutta confutabile la tesi dell'oltraggio dal momento che Corvaro era l'unico paese, in tutto Abruzzo, ad ospitare il primo nucleo dei Terziari francescani ), come vorrebbe la leggenda, ma in segno di imperitura amicizia.

Ricerca di Carducci Angela.

Notizie tratte da San Francesco nella civiltà Medievale. Atti.

 
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