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Chiesa di cui si ha notizia in un documento farfense del 1100, circa una permuta avvenuta fra l’Abbazia di Farfa ed un certo Soldone, a cui i monaci avevano ceduto la cella di S. Maria de Loriano. Nasce vicino al castrum, ma fuori dalle mura del castello - ad oriente - su di un rilievo roccioso, più in basso rispetto al castello, come a rimarcare la superiorità del potere temporale su quello ecclesiastico. Ancora nel 1398 era dipendente dalla chiesa di S.Stefano, prima parrocchiale della zona; circa un secolo dopo fu fatta parrocchiale la chiesa di S. Angelo, la quale – col passare del tempo – divenne scomoda poichè si trovava lontana dal castello; inoltre, risultava inghiottita dal bosco e vi si celebrava solo per la festa. Così, nel corso del XV sec., le funzioni, i titoli e i beni, furono trasferiti in S. Maria del Colle. Nel 1570 era detta Collegiala e Abbazia. Non essendo nata come chiesa parrocchiale ( infatti era priva di fonte battesimale, tanto è che i preti benedicevano l’acqua al momento del Battesimo), risultò subito piccola rispetto alle sue funzioni e all’aumento demografico che si verificò a Corvaro nel corso del 1500. Così ne fu deciso l’ampliamento, che incominciò intorno al 1562-63, a spese della Confraternita del SS.Sacramento, che risiedeva in S.Maria. I lavori si conclusero nel 1577; la chiesa risultò rialzata ( Fu necessaria tale elevazione per la consuetudine di seppellire i morti sotto il pavimento delle chiese e il pavimento di S. Maria non si prestava a quest’ uso poichè – stando su uno spuntone roccioso – le sepolture restavano in superficie ed il fetore era continuamente nell’aria) e allungata, ma non allargata, così da preservare i dipinti quattrocenteschi che ne ornavano pareti e pilastri. Era a tre navate, lunga circa 25mt e larga 10; aveva due porte – una grande sulla facciata e una piccola di lato. Prima chiesa del Cicolano a vantare un organo, collocato vicino all’altare maggiore. Fu costruito anche il fonte battesimale - in pietra - all’ingresso e l’altare centrale su cui troneggiava un tabernacolo di legno dorato. Gli altari, già 7 nella vecchia chiesa, nel 1577 erano diventati 11 e addirittura 13 nel 1579. Tra gli oggetti d’arte vi erano cinque calici, di cui due in argento e una croce processionale pure in argento; sull’altare maggiore erano collocati due angeli in legno dorato. La parrocchia era retta da un abate e quattro canonici ; la facoltà di nominare l’abate spettava al Cardinale Ascanio Colonna. Nel 1651 contava ancora l’abate e tre canonici. Fu distrutta dal terremoto del 1915 che lasciò in piedi solo il campanile e qualche muro perimetrale. La sua ricostruzione avvenne in un sito più in basso rispetto alla sua antica collocazione.
Ricerca di Carducci Angela.
Notizie tratte da: Atti del Convegno di Studi Storici, a cura di Giovanni Maceroni.
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